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UN CASHMERE PER SEMPRE
Capi anti-freddo in cashmere

pubblicato il20/02/2017 sezione News
Un capo per l'inverno. Non c'è niente di meglio di un maglione di cashmere. Vanno bene sia classici che deluxe. Sono capi anti-freddo che sanno superare a pieni voti anche le prove di moda più severe.

Quest'anno, poi, i maglioni sono tra i capi di vestiario più trend della stagione: protagonisti indiscussi delle passerelle autunno-inverno 201-2017, non c'è stilista o grande griffe che non abbia in collezione almeno un pull o un cardigan knitwear.

E poi il cashmere è un filato pregiato che resta per sempre. Un maglione che va oltre le semplici tendenze. Ed è bello avere in guardaroba un pezzo che sia alleato di stile, sempre perfetto e iper versatile.

Ce n'è per tutti i gusti.
Belli i maglioni dolcevita (da usare soli o come sotto giacca), pull a collo tondo (anche in versione marinière) o modelli a coste.
Nelle classiche tonalità bianche, nere e neutre. O in stile color block

C’È CASHEMERE E CASHEMERE
Come valutare la preziosità del cashmere

pubblicato il20/02/2017 sezione News
I criteri che vengono presi in considerazione per valutare la preziosità di una partita di cachemire sono prima di tutto il suo spessore, ossia il diametro del pelo: più il pelo è fine, più pregiato sarà il filato di cachemire che se ne ricaverà.

E poi la provenienza. Uno dei cachemire migliori del mondo è quello prodotto in Mongolia, in cui ogni pelo può vantare un diametro di una quindicina di micron, ossia qualcosa di straordinariamente sottile come quindici millesimi di millimetro di diametro!

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CAPI ITALIANI IN CASHMERE
Italia il primo paese trasformatore

pubblicato il18/02/2017 sezione News
Il cashmere è 10 volte più leggero e più caldo della lana, perché all'interno della sua fibra c'è una camera d'aria che agisce da isolante termico.
La fibra migliore è quella molto fine, riservata alla produzione di biancheria intima; quella un po' meno fine si presta per la maglieria, mentre la più grossa per cappotti e tappeti.

Il diametro del cashmere dev'essere compreso tra 14,5 e 18,5 millesimi di millimetro (micron). Quando raggiunge il diametro di 19-20 micron prende il nome commerciale di cashmere del Pakistan, di qualità inferiore, utilizzato soprattutto per cappotti e tappeti un po' meno pregiati.

Tutte le capre (ad esclusione dell'Angora) producono sotto il pelo questa finissima lanugine, ma quantità commerciabili vengono ottenute solo dalla capra del Kashmir, originaria degli altipiani dell'Asia centrale, dove vive anche a 6.000 metri di altezza.

Il primo produttore

IL CASHMERE PIÙ PREGIATO
Il più pregiato al mondo è quello della Mongolia

pubblicato il18/02/2017 sezione News
Quello della Mongolia è il cashmere più pregiato al mondo. I rigidissimi inverni costringono le capre che vivono su queste montagne a sviluppare una fibra più resistente e più lunga delle “cugine” che vivono in altri paesi asiatici. Tanto che raggiunge i 43 millimetri, contro i 35 di quella cinese. Più la fibra è lunga, meno evidente è il “pilling”, cioè quell’effetto di piccole palline che si formano in alcuni punti dove abitualmente la maglia si strofina (fianchi, ascelle, gomiti).

Questo fenomeno, comune nel cashmere, si genera perché una volta indossato un capo, il calore del corpo lo scalda e il filo tende ad allargarsi; a questo punto la fibra corta o intermedia esce e si arrotola su se stessa. Il pilling è però molto meno accentuato se si utilizza un cashmere a fibra lunga, come quello mongolo.

E non è un caso che tra materia prima, filati, tessuti e prodotti lavorati finiti,

CURA DEL CASHMERE
Come conservare il cashmere

pubblicato il18/02/2017 sezione News
È consigliabile non indossare lo stesso capo per più giorni di seguito. Meglio lasciarlo riposare dopo ogni giorno di utilizzo.
Il modo migliore per lavarlo è a mano, in acqua fredda, utilizzando sapone neutro in piccole dosi, e dunque sciacquarlo abbondantemente, pressandolo e tamponandolo.

Il cashmere non ama fonti di calore e dunque va lasciato asciugare a temperatura ambiente e se all'esterno bisogna assolutamente evitare di tenerlo sotto i raggi del sole. Quando poi si andrà a stirare va usato un panno umido e un ferro non molto caldo.

Quando si presentano i pilling (vale a dire gli antiestetici pallini della lana), va ricordato che non è un difetto. Rappresentano solo l'esubero naturale di fibre. E dunque per eliminarli basta utilizzare una spazzola prima del lavaggio, e poi ripassare l'intero capo togliendo a mano tutti i piccoli grumi residui.

Infine, si raccomanda, durante

SANO E IPOALLERGICO
Il cashmere e le sue qualità

pubblicato il16/02/2017 sezione News
Il mercato dei filati della lana sta mutando in fretta. Se gli ultimi decenni, in particolar modo gli anni Settanta e i primi anni Ottanta, hanno visto le fibre sintetiche protagoniste del settore dei tessuti e dei filati, recentemente si è assistito ad un ritorno a materiali naturali.

Il mercato oggi presenta una grandissima quantità di lane pregiate provenienti da ogni parte del mondo e dai più diversi animali.
Che il cachemire sia la lana perfetta per confezionare i maglioni più morbidi, caldi e confortevoli, non è un mistero.

Tanto che questo materiale è sempre più impiegato per i capi di abbigliamento invernali, che risultano essere assolutamete migliori rispetto a quelli sintetici e molto più caldi, con un altissimo potere traspirante e sicuramente del tutto ipoallergenici.

Ma è importante che il capo sia realizzato al 100% con lana di cachemire.

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IL TATTO NON SBAGLIA MAI
Come riconoscere un buon cashmere

pubblicato il16/02/2017 sezione News
Una volta presa coscienza del fatto che il cachemire che viene dichiarato sulle etichette degli indumenti potrebbe anche non essere del tutto autentico, una domanda sorge spontanea: cosa stiamo acquistando?

Sono tanti, i trucchi che vengono messi in atto dai produttori al fine di falsificare, ovviamente gonfiandole, le percentuali di cachemire utilizzando altri tipi di lana meno pregiata.
A volte utilizzano la semplice e classica lana di pecora, limitandosi a dichiarare il falso in etichetta.

Quindi, piuttosto che credere ciecamente ad un’etichetta, affidiamoci al senso del tatto, come si faceva anni fa, per cercare di valutare il capo di vestiaro a partire dall’effettiva morbidezza.


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COME LAVARE IL CASHMERE
Suggerimenti su come lavare in cashmere

pubblicato il15/02/2017 sezione News
Il cashmere non è particolarmente delicato: non va lavato a secco ma solo con acqua fredda o al massimo a 40 gradi centigradi. Per limitare l'infeltrimento, come per la lana, è importante che la temperatura del lavaggio e del risciacquo sia la stessa.

Non necessita di ammorbidente, e con i lavaggi diventa sempre più morbido. Questo perché la pecora produce lanolina, una sostanza grassa che impregna e protegge la lana impermeabilizzandola, e che viene in gran parte eliminata con il lavaggio effettuato dopo la tosatura e poi nei lavaggi in lavatrice.

La qualità della fibra è comunque molto diversa a seconda dell'animale che lo ha prodotto, e anche della sua età: più è giovane, maggiore è la finezza. Anche il colore è molto variabile: dal panna al grigio, dal nocciola al nero. Questo perché non è ancora stata effettuata una selezione genetica, appena iniziata dagli allevatori australiani,

CACHEMIRE DAI TANTI NOMI
Termini più antichi che venivano usati

pubblicato il15/02/2017 sezione News
Uno degli aspetti che lascia maggiormente perplessi e indecisi i consumatori riguardo all’interpretazione delle etichette degli indumenti sono le numerose e diverse ortografie con cui viene scritto “cachemire”. Una è “kashmire”, spesso scritto con l’iniziale maiuscola. E c’è anche “Kashmere”, che potrebbe derivare da una mutazione in chiave anglosassone del termine.

Oppure cachemir, “cachemere”, o “kascmir”. Ma non è tutto qui perché spesso capita anche di imbattersi nei termini più antichi che venivano usati secoli e secoli fa per identificare questo pregiatissimo filato, parole dal sapore mediorientale che ci riportano alla mente le antiche carovane della via delle Indie: “casimìr”, oppure “casimira” o “casci mirra”, e anche “cascimir” per arrivare fino a “casimiro”.

Indipendentemente dal modo in cui viene scritto, ci sono molti aspetti da tenere ben presenti quando ci si appresta

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